mega_SITO di carlodifirenze |
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Amo1. la coscienza dell'unicità e irripetibilità di ciò che sono. E la conseguente certezza che ciò che penso non puo' uscire dalla mia mente.
2. 3. 4. 5. Odio1. la coscienza dell'unicità e irripetibilità di ciò che sono. E la conseguente certezza che ciò che penso non puo' uscire dalla mia mente.
2. 3. 4. 5. VisiteDicono di meSogni nel cassetto | 13 Marzo 2008
Giornata Nazionale del Servizio Civile - Reggio Emilia12 marzo 2008
Un abbraccio ai serviziocivilisti di tutta Italia che erano con me ieri al Palasport di Reggio Emilia alla giornata di San Massimiliano, e a chi non c'era, ma era lì col cuore. .
03 Gennaio 2008
“Vivere non è possibile”
Lasciò un biglietto inutile Prima di respirare il gas Prima di collegarsi al caos Era mia amica Era una stronza Aveva sedici anni appena Vagamente psichedelica La sua t-shirt all’epoca Prima di perdersi nel punk Prima di perdersi nel crack Si mise insieme ad un nazista Conosciuto in una rissa E nonostante le bombe vicine e la fame Malgrado le mine Sul foglio lasciò parole nere di vita “La guerra è finita Per sempre è finita Almeno per me” Emotivamente instabile Viziata ed insensibile Il professore la bollò Ed un caramba la incastrò Durante un furto all’Esselunga Pianse e non le piacque affatto E nonostante le bombe alla televisione Malgrado le mine La penna sputò parole nere di vita “La guerra è finita Per sempre è finita Almeno per me” E nonostante sua madre impazzita e suo padre Malgrado Belgrado, America e Bush Con una bic profumata Da attrice bruciata “La guerra è finita” Baustelle, 2005 21 Maggio 2007
Mercurio-comunicazione in viaggio. La rivista Mercurio-comunicazione in viaggio nasce dall'esperienza del circolo di studio sul giornalismo promosso dal Comune di Firenze e dalle competenze professionali ed extraprofessionali di ogni membro della nascente redazione. Costretto ad aggiornare... A testimonianza dello scherzo ben riuscito, lascio il post qui sotto. mengelio mi aveva fatto credere che mi stessero per chiudere il blog per indolenza. Siccome sono talmente grullo da credere alle sue facezie nonostante ci si conosca da ormai 14 anni.. beh lascio il mio sfogo infra. Complimenti furfecchia, ci sei riuscito. Possa oruam iangum apparire nei tuoi sogni. 05 Giugno 2006
titolo nuovo diarioFresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar Tequila, Mariachi e Sangria la fiesta invitava a bere e a ballar lui curvo e curioso taceva una storia d'amore cercava guardava le donne degli altri parlare e danzare e quando la notte è ormai morta gli uccelli sono soliti il giorno annunciar le coppie abbracciate son prime a lasciare la fiesta per andarsi ad amar la pista ormai vuota restava lui stanco e sudato aspettava lei per scherzo girò la sua gonna e si mise a danzar lei aveva occhi tristi e beveva volteggiava e rideva ma pareva soffrir lui parlava stringeva ballava guardava quegli occhi e provava a capir e disse son zoppo per amore la donna mia m'ha spezzato il cuore lei disse il cuore del mio amore non batterà mai più e dopo al profumo dei fossi a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene che lascia sfiniti la sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava lei raccolse la gonna spaziosa e ormai persa ogni cosa presto lo seguì piangendo urlando e godendo quella notte lei con lui si unì spingendo, temendo e abbracciando quella notte lui con lei capì che non era avvizzito il suo cuore e già dolce suonava il suo nome sciolse il suo voto d'amore e a lei si donò poi d'estate bevendo e scherzando una nuova stagione a lui parve venir lui parlava inventava giocava lei a volte ascoltava e si pareva divertir ma giunta che era la sera girata nel letto piangeva pregava potere dal suo amore riuscire a ritornar e un giorno al profumo dei fossi lui invano aspettò di vederla arrivar scendeva ormai il buio e trovava soltanto la rabbia e il silenzio di sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava restava l'angoscia soltanto e il feroce rimpianto per non vederla ritornar il treno è un lampo infuocato se si guarda impazziti il convoglio venir un momento, un pensiero affannato e la vita è rapita senza altro soffrir la poteron riconoscere soltanto dagli anelli bagnati dal suo pianto il pianto di quell'ultimo suo amore dovuto abbandonar lui non disse una sola parola no, non dalla sua gola un sospiro fuggì i gendarmi son bruschi nei modi se da questi episodi non han da ricavar così resto solo a ricordare il liquore pareva mai finire e dentro quel vetro rivide una notte d'amor quando dopo al profumo dei fossi a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene che lascia sfiniti la sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava a lui restò solo il rancore per quel breve suo amore che mai dimenticò [Vinicio Capossela, Ultimo amore] |