13 Marzo 2008

Giornata Nazionale del Servizio Civile - Reggio Emilia12 marzo 2008

 

Un abbraccio ai serviziocivilisti di tutta Italia che erano con me ieri al Palasport di Reggio Emilia alla giornata di San Massimiliano, e a chi non c'era, ma era lì col cuore.
Vorrei salutarvi con quelle stesse parole de i Nomadi con cui si è concluso il nostro raduno, con l'augurio che questo anno della nostra vita  possa darvi quello che sta dando a me..

.
Forse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare
so che può far bene anche gridare
per riscattare l'anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare a farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Contro il mio equilibrio sempre un po' precario
libero l'istinto, ciò che mi sostiene
emozione nuova senza nome
la ragione che ci invita a continuare
per questo problema non ho soluzione
io mi sento vittima e carceriere
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Forse la coscienza, il senso della vita
sta in mezzo a mille notti o forse più
non servirà a tradire semplicemente amare
qualsiasi cosa che ti dà di più

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

 

 
03 Gennaio 2008

“Vivere non è possibile”
Lasciò un biglietto inutile
Prima di respirare il gas
Prima di collegarsi al caos
Era mia amica
Era una stronza
Aveva sedici anni appena

Vagamente psichedelica
La sua t-shirt all’epoca
Prima di perdersi nel punk
Prima di perdersi nel crack
Si mise insieme ad un nazista
Conosciuto in una rissa

E nonostante le bombe vicine e la fame
Malgrado le mine
Sul foglio lasciò parole nere di vita
“La guerra è finita
Per sempre è finita
Almeno per me”

Emotivamente instabile
Viziata ed insensibile
Il professore la bollò
Ed un caramba la incastrò
Durante un furto all’Esselunga
Pianse e non le piacque affatto

E nonostante le bombe alla televisione
Malgrado le mine
La penna sputò parole nere di vita
“La guerra è finita
Per sempre è finita
Almeno per me”
E nonostante sua madre impazzita e suo padre
Malgrado Belgrado, America e Bush
Con una bic profumata
Da attrice bruciata
“La guerra è finita” 

Baustelle, 2005
 
 
21 Maggio 2007

Mercurio-comunicazione in viaggio.

La rivista Mercurio-comunicazione in viaggio nasce dall'esperienza del circolo di studio sul giornalismo promosso dal Comune di  Firenze e dalle competenze professionali ed extraprofessionali di ogni membro della nascente redazione.
L'idea di una giornale web e, per alcune edizioni, cartaceo, dedicata ai temi della socializzazione e della comunicazione -che si richiamano necessariamente a vicenda- in ogni loro espressione concreta e con ogni speculazione teorica del caso, è nata da una tematica oggi più che mai  centrale e verso cui sono enormemente sensibile vuoi perché sono laureando in Sociologia, vuoi perché si vannoa toccare argomenti che vanno ben al di là del mero interesse didattico-professionale.
  Indubbiamente le basi teoriche, metodologiche e lo sguardo riflessivo appreso in questi anni di studio sono stati molto utili,ma è ben poca cosa e niente sarebbe stato possibile senza il rigore procedurale e la determinazione di Marzia e di Sandra, l'abilità narrante e le capacità aggregative di Fiorella, l'allegria tenuta in redazione da Benedetta, l'enorme bagaglio di competenze professionali  forniteci e la capacità con cui ha saputo dirigere la cosa della giovane dottoressa Di Lupo, che si è sempre dimostrata di una disponibilità incredibile  e non ha mai avuto distaccati atteggiamenti di docenza (anche se ne avrebbe ben avuto diritto) i locali messici a disposizone dal Quartiere 4 e il piccolo finanziamento del Comune di Firenze, la redazione tutta e chiunque abbia collaborato in piccolo o in grande alla realizzazione del progetto.
Tutto il lavoro è svolto senza fini di lucro, e chiunque voglia collaborare seriamente al progetto è il benvenuto.
Il progetto prevede una prima edizione cartacea presentata in occasione della serata dei circoli di studio organizzata dal Comune di Firenze; a questa seguirà un'edizione web interativa  e in continuo aggiornamento cui stiamo valutando di aprire un'edizione-blog  proprio qui su giovani.it, tramite  la possibilità  di aprire blog tematici. Tanto per usare come risorsa quelle innovazioni del portale di cui parlavo nello scorso post..
Chi desideri ulteriori informazioni su Mercurio o desideri collaborare può contattarmi inviandomi un.. Hermes...



Costretto ad aggiornare...

A testimonianza dello scherzo ben riuscito, lascio il post qui sotto. mengelio  mi aveva fatto credere che mi stessero per chiudere il blog per indolenza. Siccome sono talmente grullo da credere alle sue facezie nonostante ci si conosca da ormai 14 anni.. beh  lascio il mio sfogo infra. Complimenti furfecchia, ci sei riuscito. Possa oruam iangum apparire nei tuoi sogni.

Preciso subito: non voglio fare il retrogrado/conservatore né tanto meno il vecchio che si lamenta dei bei tempi andati. ma vediamo di fare un'excursus di questi anni di iscrizione..
Quando mi iscrissi qui avevo 19 anni. Il portale si chiamava studenti.it, tutto era più semplice, non c'erano i megasiti di mezzo, né i filtri degli utenti che fanno discriminazioni di sesso razza e colore; non c'era radiogiovani, non c'erano concorsi e non c'erano queste milioni di funzioni che non so neanche più quali sono, tanti sono i link e sottolink su cui puoi cliccare e sperderti..
Poi un giorno arrivarono i megasiti, e da lì tutto diventò più squallido. Ma all'epoca non erano obbligatori. Potevi scegliere tra i un'hp normalissima e gratuita e il megasito, che costava due euro. I più fogati sceglievano il megasito, per tutti gli altri c'era l'hp. Poi ci hanno dato un megasito a tutti, gratis; adesso questo Blog-megasito-profilo che richiede più cure dei bonsai..
Mi è appena arrivata la segnalazione che se non aggiornerò mi chiuderanno tutto. Costretto ad aggiornare il blog. Non si scrive più perché viene da scrivere; si scrive perché se no ti chiudano il sitino. Va beh. Cerchiamo di prendere il buono dal poco buono. Sinora non avevo scritto niente. Da oggi si comincia a scrivere. Anche se quando scrivere è quasi un mestiere di scrivere non se ne ha poi così voglia.
Vediamo che forma prenderà.

 
05 Giugno 2006

titolo nuovo diario

Fresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d'amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare

e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar

lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più

e dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì

piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte
lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d'amore
e a lei si donò

poi d'estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar

e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
restava l'angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar

il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell'ultimo suo amore
dovuto abbandonar

lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d'amor

quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò
[Vinicio Capossela, Ultimo amore]
 

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